Metodo Bertelè–Mézières: la rieducazione della postura attraverso il riequilibrio delle catene muscolari.

Il nostro corpo è un sistema di catene muscolari, cinque in particolare, perfettamente in armonia tra di loro. Tuttavia, senza che ce ne accorgiamo, può accadere che un elemento di una catena subisce una variazione e la medesima catena può smettere di funzionare sinergicamente con tutte le altre, con conseguenze importanti su tutto il corpo. Nel lungo periodo, questi squlibri possono tradursi in cervicalgie, lombalgie, scoliosi, iperlordosi, cifosi, ginocchia vare o valghe, cefalee e molto altro. Il Metodo Bertelè-Mezières rappresenta una soluzione affermata nella prevenzione di questi dismorfismi.

Vediamolo nel dettaglio.

Il metodo bertelé

Quando e Come nasce il Metodo Bertelè-Mézières?

Il Metodo Bertelè–Mézières nasce negli anni immediatamente successivi alla Seconda Guerra Mondiale per opera della fisoterapista
francese Françoise Mézières. È quest’ultima che fonda il concetto di “catena muscolare” che viene insegnato oggi nelle facoltà universitarie di Fisioterapia e negli
istituti accademici di Osteopatia.

Secondo Françoise Mezières, il nostro corpo è formato da cinque catene muscolari interdipendenti, ognuna delle quali funziona come un grande elastico che spesso è troppo corto o troppo contratto. La più importante di queste è la catena posteriore, quella che comprende tutti i muscoli che ricoprono la colonna vertebrale, dal rachide cervicale fino all’osso sacro, tutti i muscoli posteriori delle gambe, dai glutei fino a alla pianta del piede e infine parte dei muscoli della faccia anteriore della gamba.

La catena posteriore dei muscoli

Quando un solo muscolo di questa catena si accorcia o contrae, provoca una compensazione sull’intera catena e ciò influisce direttamente anche sulle altre catene, modificando l’equilibrio sinergico globale del nostro corpo. (I nostri muscoli formano un unico sistema strettamente collegato e interdipendente!)

Il metodo Bertelè–Mézières viene inizialmente sperimentato su diversi pazienti con lo scopo di ripristinare la simmetria delle catene con un lavoro di rieducazione posturale e di allungamento dei muscoli. Si scopre che l’approccio ha un’alta efficacia e nel 1967 la Mezières lo propone al Centro Omeopatico di Francia.

Nel 1976, con la pubblicazione “Guarire con l’antiginnastica” di Thérèse Bertherat, il metodo Bertelè–Mézières inizia a
diventare popolare.

Negli anni successivi, Laura Bertelè, laureata in Medicina e Chirurgia presso l’Università Statale di Milano e successivamente specializzata in Terapia Fisica e Riabilitazione Motoria, decide di partecipare al corso di formazione del Metodo Mézières e diventa così la prima allieva italiana ad essere direttamente formata da Françoise Mézières.

Nel 1984, la Bertelé viene scelta come assistente della Mezièrés nella sua scuola di formazione. Dopo vari anni di formazione ed esperienza, Laura Bertelè intuisce che il nostro corpo è lo specchio delle nostre emozioni e i nostri muscoli sono i “contenitori di emozioni”. Se trattiamo in maniera opportuna i muscoli, possiamo liberare il carico emotivo e di conseguenza migliorare il nostro benessere e prevenire i dismorfismi associati.

Il metodo Mézières viene quindi portato in Italia da Laura Bertelè a partire dagli anni ’90. Nei primi anni duemila, Laura crea una vasta rete di collaboratori specializzati e integra il Metodo, con una filosofia più ampia che considera la persona come un tutt’uno di corpo-mente-emozioni. È da qui che il Metodo prende il nome di Metodo Bertelè–Mézières.

Nel 2015 è stata fondata la Società scientifica metodo Bertelè,  allo scopo di codificare il metodo e salvaguardarne la sua corretta applicazione.

Il metodo bertelè meziérès

Che cos’è in pratica il Metodo Bertelè-Mézières?

Il Metodo Bertelè-Mezières è un trattamento posturale globale che agisce principalmente sulla catena posteriore, ovvero quella che governa il nostro corpo, andando a ridarle lunghezza ed elasticità.

Lo scopo principale è quello di riequilibrare la muscolatura soprattutto con l’allungamento dei muscoli più contratti e in modo da equilibrare agonisti e antagonisti. In altre parole, significa normalizzare la forma (o struttura) del nostro corpo in modo da ripristinarne la funzione.

Mediante allungamento di alcuni muscoli con conseguente accorciamento di altri, questo tipo di trattamento è in grado di risolvere dismorfismi quali scoliosi, cifosi, iperlordosi, ginocchio varo, valgo, stati prolungati d’ansia dovuti ad una respirazione errata e molti altri squilibri posturali.

Il Metodo Bertelè-Mezières richiede grande precisione e conoscenza dei terapisti. I risultati migliori, infatti, si ottengono quando l’esecuzione pratica, che non è un semplice massaggio, ma un preciso lavoro di stretching, può essere eseguita da due o più persone, perché diventa molto più facile riequilibrare forze contrapposte ed evitare compensazioni.

Durante il trattamento, viene associato anche un lavoro mirato di inspirazione ed espirazione al fine di allungare il diaframma, elemento fondamentale della catena antero interna.

L’accorciamento che provoca il dolore, però, si manifesta spesso in maniera diversa, perciò, due persone, con lo stesso dolore, ma con deviazioni dalla “forma” normale differenti, avranno bisogno di due sedute diverse. In ogni seduta il terapista deve utilizzare un approccio personalizzato ed adattato, proponendo una serie organizzata di esercizi posturali in funzione della situazione che si presenta.

Il trattamento Bertelè-Mezièrés mira ad una forma migliore e quindi ad una funzione migliore.

Come disse Mézières: “Il male non è mai là dove si manifesta”.